Il termine Neuroatipicità viene utilizzato in ambito clinico per indicare tutte quelle condizioni di diversità neurobiologica che caratterizzano lo sviluppo di una persona. Non si tratta quindi di malattie, ma di specifici modi di essere ovvero di modalità attraverso le quali una persona analizza, percepisce e interpreta i significati del mondo interiore e di quello circostante.
Il termine Neurodivergenza è un suo sinonimo ed è stato coniato in ambito sociale da parte delle persone adulte appartenenti a queste condizioni, con lo scopo di depatologizzare la descrizione di questi modi di essere, fino ad allora visti esclusivamente come dei disturbi del neurosviluppo.
Diagnosi e supporto delle seguenti condizioni, in adulti e giovani adulti (>20aa):
È una condizione caratterizzata dalla presenza di specifiche caratteristiche cognitive, emotive, comportamentali, relazionali e sensoriali. In sintesi, alcune delle più frequenti sono: difficoltà nella conversazione sociale (chiacchiere “di cortesia” o su temi di non interesse), difficoltà nel riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni, difficoltà nel cogliere i significati impliciti nelle conversazioni o nelle interazioni sociali, difficoltà nel fare o mantenere legami di amicizia significativi, fatica nel vivere le situazioni sociali con conseguente bisogno di momenti di isolamento, goffaggine motoria, presenza di interessi specifici molto approfonditi, difficoltà nell’adattarsi ai cambiamenti e agli imprevisti, tendenza a fare movimenti ripetitivi o ad avere pensieri ripetitivi con la funzione di scaricare la tensione emotiva, alterazione della sensibilità sensoriale, perfezionismo, elevato senso etico e della giustizia. Possibile presenza di crisi di rabbia o picchi depressivi. Frequenti stati elevati di ansia. Non tutte queste caratteristiche sono presenti in tutte le persone nello spettro autistico. Le caratteristiche inoltre possono cambiare di intensità nel corso del tempo e a seconda dello stato di benessere/malessere generale della persona.
È una condizione caratterizzata dalla presenza di difficoltà di attenzione e concentrazione e/o dalla tendenza al movimento continuo, instancabilità e impulsività. Tipicamente questa condizione si modifica nel corso del tempo, presentando in età adulta aspetti maggiormente legati alle difficoltà di attenzione e concentrazione, mentre le caratteristiche legate alla tendenza al movimento e all’impulsività divengono spesso via via sempre più internalizzata. Aspetto cardine di questa condizione e anche l’area emotiva, con instabilità dell’umore, iper-reattività emotiva, intensa reattività a stimoli anche apparentemente poco rilevanti.
Si intende la presenza di abilità cognitive superiori a quelle della media delle persone. Questa condizione viene anche chiamata plusdotazione e Giftedness e, benché venga spesso ridotta all’idea di un QI superiore ad un punteggio di 130, in realtà comporta aspetti più complessi, che vanno oltre il puro rendimento cognitivo e hanno a che fare con la capacità della persona di avere visioni complesse, originali, multilivello, e di vivere con estrema intensità le proprie esperienze di vita.
Difficoltà motoria molto importante sul piano delle abilità manuali, delle abilità corporee globali e nell’equilibrio. Le persone che presentano questa condizione hanno difficoltà che impattano in modo significativo nello svolgimento di attività pratiche quali sport, uso di oggetti (coltello e forchetta, destra e sinistra) in qualsiasi tipo di movimento sia richiesto nello svolgimento delle attività quotidiane. Questo non significa sempre che esse non siano in grado di svolgerle, ma che la fatica esercitata per compiere queste azioni è di gran lunga maggiore rispetto a quella impiegata dalla media delle persone.
Sono quattro specifiche condizioni che impattano sulla facilità negli apprendimenti educativi: dislessia (difficoltà di lettura), discalculia (difficoltà nel calcolo), disortografia (tendenza a fare errori nella scrittura), Disgrafia (difficoltà grafiche nella scrittura che risulta difficilmente leggibile).
Spesso queste condizioni si presentano in quadri di Multi-Neuroatipicità, ossia si presentano in co-occorrenza. Vi sono inoltre specifici fenotipi Femminili (persone di genere femminile o persone socializzate femmina).
A seguito del percorso diagnostico è possibile proseguire con la psicoterapia specifica per le ND, andando ad evidenziare gli specifici punti di forza di ognuno e affrontando le criticità con strategie funzionali.